Kein Platz für Idioten! Un pezzo ancora sempre attuale!

 

    IL giorno 19 ottobre 2001 ho assistito alla recita dell'atto unico "Kein Platz Für Idioten (non c'è posto per gli idioti) " di Felix Mitterer messo in scena dalla Braunsberger Bühne di Lana. Il pezzo teatrale, rappresentato per la prima volta nel 1977, non ha perso di attualità L'integrazione delle persone cosiddette disabili, ma sarebbe meglio dire persone diverse e speciali, ha portato a dei risultati considerevoli, ma non e ancora completata, anzi.
Un breve riassunto: Al centro della storia c'è un ragazzo disabile che vive isolato nel maso di montagna, dove non viene accettato dai genitori che non vedono le sue esigenze ed anzi lo sfruttano. Un pensionato che aiuta saltuariamente i genitori del ragazzo, se ne prende cura e, ricevuto l'affidamento, lo prende a casa sua, insegnandogli quello che la famiglia, la scuola e la società non erano riusciti a fare. Il ragazzo impara cosi a parlare, leggere, ad essere una persona con i propri sentimenti. Un disabile in paese non viene ben visto dalla popolazione, perché nuoce all'immagine di paese turistico. Cosi a causa di un presunto atto sessuale del ragazzo, questo viene rinchiuso in manicomio
Il pezzo recitato con bravura da artisti dilettanti e specialmente il ruolo del disabile interpretato con maestria da una giovane insegnante, hanno commosso il pubblico. E un pezzo che fa pensare, discutere, rivedere il proprio concetto di integrazione È vero che da noi le strutture per i disabili sono moderne e ben distribuite sul territorio, ma è anche vero che sono concentrate in determinate aree - dei ghetti - vedi Merano. Negli ultimi anni le strutture vecchie, ma sparse sul territorio cittadino sono state riunite in una struttura moderna, ma unica! È vero che i servizi sia a scuola, che i bus che li trasportano sono funzionanti, ma è anche vero che diversi pensano: li i ragazzi / le ragazze sono sistemati bene (il verbo tedesco "sind aufgehoben" è più descrittivo). È anche vero che alcune pecore nere pensano: ma sì, giochi un po' con loro, gli dai da mangiare, ti passi la giornata e se la passano loro. Non dimentichiamoci che esistono professionisti ed appassionati, persone impegnate che fanno di tutto per migliorare la situazione di queste persone svantaggiate, perché le vedono come persone e non come esseri di serie B.
Poniamoci le seguenti domande: Come vedo io l'integrazione? Come vedo io le persone diverse, siano essi disabili, anziani con malattie degenerative, malati psichici ed altri? Secondo me come e cosa percepiscono loro del nostro mondo? Crediamo veramente che chi non sappia fare i conti, anche quelli più elementari, o non riesca a scrivere delle frasi, non valga niente? Il mercato, l'economia lo crede - e noi? Siamo anche noi nel vortice della produttività? Crediamo anche noi che certe persone vadano integrate, ma senza che mi disturbino, che non rechino danno alla nostra facciata di persona "per bene", che non mi importunino con i loro rumori e gesti strani?

Pensateci e dite la vostra!

Con affetto, Anna Laura