POSSIAMO FAR SORRIDERE DIO
Un
giorno ferma al semaforo, ho visto sullo specchietto retrovisore
un
sorriso luminoso. Questo volto mi ha incuriosito; ho cercato di
scoprire
cosa nascondesse. Ho potuto scorgere accanto a quel
sorriso,
un bambino.
Si
vedeva solo la sommità della testa, ma era chiaro che il
destinatario
di quel sorriso era proprio lui.
L'uomo
seduto al suo fianco gli rivolgeva
qualche
parola e poi sorrideva. L'ho visto allungarsi sul piccolo per
dargli
un bacio, mentre con una mano gli sfiorava il volto con carezze
piene
di dolcezza. Sono rimasta incantata a guardare quella scena
così
tenera, mentre il semaforo miracolosamente mi permetteva
una
sosta più lunga. Così ho potuto vedere che l'uomo sorrideva
dopo
aver ascoltato il bambino. L'adulto parlava poco, ma prestava
un'attenzione
gioiosa a quello che poteva ricevere dal piccolo.
Il
mio pensiero è volato all'attenzione amorosa di Dio per noi;
ho
sentito che quella sequenza di immagini mi permetteva di
comprendere
l'incomprensibile amore di Dio. Dio non è solo colui
che
ci colma di doni, che ci sommerge di amore, è anche colui che
chiede
la nostra risposta, che ci rende degni di amarlo. Il suo amore
è
talmente vasto da richiedere la reciprocità; egli si rende
vulnerabile
alla nostra risposta, come quel padre che legava il suo
sorriso
alle parole del figlio.
Ho
pensato alla meravigliosa possibilità che ciascuno di noi ha di
diventare
causa del sorriso di Dio. È un dono, ma è anche una
responsabilità.
Egli si è fatto uomo per essere più vicino e
raggiungibile.
Un Dio lontano non può sorridere a noi e per noi,
un
Dio vicino non permette nemmeno le scuse di non interessarsi
a
Lui. Mi è venuta in mente una lettura che gli Ebrei fanno del
di
Isaia al capitolo 40 che noi ascoltiamo in Avvento. Mentre noi
traduciamo
con "Consolate, consolate il mio popolo" la lettura
rabbinica
legge:"Consolatemi, consolatemi, popolo mio".
Mostrando
un Dio che mendica amore e consolazione dal suo
popolo.
L'esilio di Israele, a cui si riferisce il testo di Isaia, è dolore
per
Dio e la salvezza che Dio promette è conforto anche per Lui
stesso.
Così il libro della consolazione contenuto in Isaia, non è
solo
rivolto all'uomo, ma anche a Dio. E Dio può consolare se stesso
solo
salvandoci dal peccato.
Noi
possiamo dare consolazione a Dio lasciandoci salvare, come
il
piccolo sull'auto faceva sorridere il proprio papà lasciandosi
accarezzare.
È il mistero e il miracolo del Natale, un Dio che si
fa
uomo per farci divenire come Dio, un Dio che ci sorride per
farci
diventare la causa del suo sorriso.